Link 05: Plasma in Italian

“Plasma,” the lead poem in Plasma/Paralleles/”X” (Tuumba, 1979), has been translated into Italian by Gherardo Bortolotti in the online journal G A M M M (joining previous translations into French, Dutch, and site-specific sculpture). The text and link are provided below. The next thing for me to do, clearly, is to attempt a homophonic translation!

Plasma

Un paradosso è mangiato dallo spazio che gli sta attorno.

Ripeterò ciò che ho detto.

Far diventare una città una stagione è come indossare occhiali da sole dentro un vulcano.

Non dimentica mai i suoi sogni.

L’effetto della mancanza d’effetto.

La mano dice all’occhio ciò che deve vedere.

Reprimo gli altri inutili attaccamenti. Le possibilità di sopravvivenza sono una su dieci.

Vedo una tartaruga trascinare una testa mozza verso il radiatore.

Hanno perso il senso delle proporzioni. Non c’è della misura giusta.

Passa dalla porta e si siede.

La strada si trasforma in un bel viale di campagna. La voce non sta dicendo qualcosa, ma si trasforma nelle cose.

Movimenti irregolari spargono la materia a portata di mano.

Il mio lavoro quindi è finito.

I suoi primissimi sogni erano preregistrati. Puntando il dito ad un bimbo nell’atto di giocare.

La luce cresce dagli angoli della mappa dello stato.

L’universo ha la forma di un cappello. Perdo interesse e cado giù dal letto.

La punta delle dita dirige la superficie incontrollabile.

Gli abitanti ottusi si fondono con le aree aperte. Tutti gli arcobaleni finiscono sulla strada.

Sottotitoli che cadono in mostra acqua che scorre sotto.

La domanda porterebbe al disastro.

Una persona viene messa in moto da un gruppo di parole.

L’acqua corrente ed il vetro sporco perdono la capacità di riflettere. La cecità è sempre circondata da una variabile.

Fecero saltare in aria l’intera cosa e vennero presentati con un frammento. Un errore banale.

I campi da tennis sono di diversi colori pastello.

Gli impiegati statali custodiscono i pacchi non reclamati.

I cavalli che escono dal mare continuano a far saltare l’occhio. L’illuminazione di fondo viene sempre variata per questa ragione.

Il sole tramonta con qualunque tempo.

Altrimenti il danno si mostra di già.

Il telefono è fermo nello spazio della disattenzione. L’elenco telefonico è completo.

Gli alfabeti grigi illuminano ogni altra cosa di grigio. I disegni neri fanno una semplice acrobazia logica.

Il potere di tassazione è sostenuto da una forza armata ben retribuita.

Non arriva mai al lavoro, perché è già li.

La bandiera si piega sui suoi cardini. Una donna cammina attraverso il vetro della finestra. Una pietra discute con la porta.

La voce si diffonde, lottando con i cerchi. L’oggetto nella scrittura descrittiva è destinato a scomparire.

Il letto stradale si inclina verso l’alto, un dettaglio che divora.

Mangiamo la più gradevole delle montagne, le parole stesse.

Accendere di colpo la folla sarebbe suicidio. La mappa mantiene la sua sanità, quasi sorpassato l’uso di ogni cosa.

Le mie idee cambieranno in tempo. Ora che sai cosa significano le parole, puoi andare.

Devo sforzarmi di respirare. Dobbiamo essere preparati ad abolire questo stile di vita.

Non c’è traffico. Il traffico si è fermato.

I sogni sono un incidente della nascita.

Ero normale. La musica suggeriva la gamba di una sedia.

La scala di grigi rende la pittura verticale. Evidentemente siamo morti.

Il peso delle classi è la carriera del ventesimo secolo. Lui può essere incredibilmente crudele. Gli eventi stanno avanzando ad un ritmo terrificante.

Pensava che fossero un’unità familiare. C’erano sette uomini e quattro donne, e tredici bambini nella casa. Quale voce avrebbe registrato?

Questa è la ragione per cui parliamo il linguaggio. Di nuovo a Sofala sto scrivendo questo crogiolandomi in una poltrona di pelle morbida. Un cane morto è disteso nel canale di scopo, le zampe per aria.

Per l’artista il momento del vedere può essere anche uno di rivelazione.

Quando sei perfetto, la gente non può fare a meno di farti le pulci.

Tu ed io stiamo sempre andando in direzioni opposte.

Mi ricordo lo spaventoso disastro di un’esplosione che non è mai avvenuta. Il sensitivo imbarazzato viene trasformato in campo.

Si dissolve e ha un bordo. Le mie opere note al pubblico si estendono per anni e mi costano molto pensiero e molta ansia. Dentro mia madre faccio un pugno, e poi me lo immagino.

È salpato all’istante verso casa. La pietra è l’ideale nel mondo gli oggetti. La mente deve fondersi con l’universo, o soccombergli.

Ogni cosa specifica che dice è per mezzo di un esempio. Due ore dopo torna indietro al suo punto.

Una linea a zig-zag è il segno grafico specialmente di una neurosi rabbiosa. Un’attenzione costante rende ogni centimetro quadrato del muro un fatto orribile. Quando le colonne sorgono dal terreno, le sue emozioni vengono innestate.

Il caos è stato variamente interpretato. Potrebbe significare “un vuoto sbadigliante”. Grazie mille, la fonte di ogni vita è la fame.

Come comprendere le cose per cui hai un nome? Dopo che il demone della paura venne liberato nel 1789 . . . ora è il 1923. Ora è il 1975.

Ho sovraccaricato di aspettative l’evento. Non capisco questa idea di costruzione.

Ma c’è un altro livello di complessità per i preconfezionati. Che ci porta a casa se parli di poesia. Puoi dire che cosa succede e fare in modo che ne faccia parte.

Se voi dire di sì, dì di sì.

L’esperienza del cimitero è inesorabile. Osservare i marroni ed i verdi del paesaggio che cambiano.

La montagna è tale che si fa il proprio clima. Nel frattempo viene imboccata con una carriola. Che la fa diventare più come un vuoto. La roccia stessa è tremenda, un uovo che si è pietrificato prima che qualcuno lo buttasse via.

I poeti hanno qualcosa che non funziona negli occhi. Più tardi riusciamo ad essere a nostro agio con loro.

L’arte invece che essere un oggetto fatto da una persona è un processo messo in moto da un gruppo di persone. Qualunque cosa tu dica ti si può ripresentare come uno sbaglio. Non c’è utilità nel tenere resoconti o registrazioni. Se è una buona idea, ne deriva un cambiamento permanente.

Ovunque ci sono delle discussioni letterarie spontanee. Viene sempre riportato qualcosa di strutturalmente nuovo. Questi argomenti potrebbero essere i miei propri sogni, verso cui tutti mostrano un interesse amichevole. La biblioteca si estende per miglia, nel sottosuolo.

I miei demoni se ne sono andati. Non ci ho ancora pensato, ma ho intenzione di tirar giù la piramide, un gradino alla volta.

Così sono dentro a un dipinto di Jackson Pollock che è una casa di struttura ordinaria ma di sentimento crescente. I pavimenti sono color rame e blu, c’è del tessuto spigato d’oro nella tappeto verde che pende dal muro. Un effetto straniante, come olio sul vetro, spinge ogni oggetto verso l’esterno. Così i bordi delle cose spiccano come gocce di pittura colate.

Un palo del telefono è un albero rivisto e corretto.

Le torri di gas naturale si allungano giù nel suolo. Il suo discorso è spillato, una breve pausa prima di ogni espressione. La rana sta per saltare in un vaso di ciliege. Nuovo sindaco: “Niente conflitti!”

Le onde battono contro la riva.

L’illuminazione è importante – di fuori notte, un forte contrasto interiore. Un uovo nel mezzo dell’ignoto. Avrà luogo un conflitto fra tre individui senza relazioni. Le tende sono tirate, vento come acqua bollente.

La mente non è preoccupata dalle persone.

Punto esclamativo, punto di domanda, puntini.

L’argomento è elastico. Finisce con una descrizione fisica del salire le scale. “Di sicuro non lo proverei portando in giro qualcosa”. Lui si tira via da questo mondo, un momento di sollievo e di panico.

L’uomo nel suo insieme è un concetto, svegliandosi per suonare.

Dentro ad una catena di comando falsamente centrata, lei se ne sta andando permanentemente. Ovviamente il cervello tirerà fuori la miglior storia possibile dai dettagli disponibili. Devo solo passare a prendere le mie valige in stazione, e sono là sicuramente.

Così è la notte in montagna.

—trans. Gherardo Bortolotti

Link: http://gammm.org/index.php/2010/01/04/plasma-barrett-watten-1979

Information on the translator (in Italian): gherardo bortolotti ha pubblicato testi e traduzioni in rete (su «word for / word» n.10, www.cepollaro.splinder.it, www.nazioneindiana.com, www.lietocolle.it/ulisse, lapoesiaelospirito.wordpress.com e www.absolutepoetry.org) e sulle riviste «qui. appunti dal presente», «il segnale», «metromorfosi», «sud», «poesia», «bombay gin», «the | black economy» e «aufgabe» (n.7). per biagio cepollaro e-dizioni ha pubblicato l’e-book canopo. con michele zaffarano cura la collana chapbooks per arcipelago edizioni. ha collaborato ad un libretto d’artista di massimo nota. tiene blog in italiano: canopo.splinder.com e bgmole.blogsome.com ed in inglese: www.lowleveltechniques.blogspot.com, pleasure-of-reading-this-work.blogspot.com e howtowrite.blogsome.com. nella collana felix ha pubblicato una plaquette di quattordici coppie di prose: soluzioni binarie (la camera verde, 2007). nel giugno 2007 esce il wee chap tracce, per dusie.org (progetto wee chapbooks).

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